YEBA Media 2018 a Dario Di Gennaro: ritirerà il premio durante la cerimonia finale

Dal 2011 è la voce ufficiale della pallanuoto italiana. Ha raccontato a milioni di italiani le imprese delle nazionali azzurre nel corso dei massimi tornei internazionali e le esaltanti sfide delle squadre di club nelle competizioni nazionali. Dario Di Gennaro, giornalista RAI dal 1995 e referente per la pallanuoto, riceverà il prossimo 29 Giugno, durante la cerimonia di chiusura dello Yellow Ball Waterpolo International Event, lo YEBA Media 2018.
Lo YEBA Media, infati, è un riconoscimento alla carriera assegnato dall'Associazione Waterpolo People ad un giornalista che, nel corso della sua attività professionale, ha contribuito alla promozione mediatica del nostro meraviglioso sport.
Nelle tre precedenti edizioni del torneo della palla gialla a ricevere il premio sono stati Carlo Verna, Franco Esposito e Gianfranco Coppola. 
"Sono onorato e lusingato - racconta Di Gennaro - Alla base della mia vicinanza alla pallanuoto c'è tanta passione. Quando fai le cose con il cuore e con entusiasmo non ti aspetti di ricevere gratificazioni del genere. Lo considero come unteriore carburante per la mia passione nel cercare di essere vicino a questo sport". 
Ad attendere Di Gennaro ci saranno oltre 500 piccoli atleti che si sfideranno per l'assegnazione dei titoli nelle categorie Under 11, under 13, under 15 maschile ed Under 15 femminile. "Stare a contato con i bambini sarà fantastico. Con i loro sogni ed i loro ideali sono loro il motore dello sport e sono la cosa più bella da vedere quando si cimentano nell'agonismo. E' l'età in cui possiedi quel senso unico di invincibilità, in cui provi a misurare i tuoi limiti e le tue capacità; peccato che, oggi come oggi, rarissime volte un bambino può innamorarsi della pallanuoto accendendo il proprio televisore. Speriamo che la pallanuoto ritorni il prima possibile ed in maniera costante in TV".
Giornalista per caso, Dario Di Gennaro ricorda così il suo avvicinamento al mondo dell'informazione sportiva. "Studiavo matematica all'Università La Sapienza di Roma quando la RAI cercava un giovane che fosse appassionato di calcio e pratico con l'utilizzo del compure. Parliamo di ventitre anni fa, quando il PC era ancora uno strumento da scoprire. Attraverso i miei studi universitari, però, avevo acquisito già una buona conoscenza di questo apparecchio e così superai una serie di colloqui che mi portarono a collaborare con la trasmissione "Stadio Sprint". Non potevo immaginare che quella sarebbe stata la mia strada. Infine, contratto dopo contratto, è arrivata la definitiva assunzione. Da quel momento ho sempre seguito il calcio fino a quando, nel 2011, ho iniziato a seguire anche la pallanuoto, da sempre tra i miei sport preferiti". 
Dario Di Gennaro, però, prima di raccontare le emozioni che lo sport può generare, in età adolescenziale, ha praticato calcio. "Il sogno di ogni sportivo è quello di partecipare ai Giochi Olimpici. Non ci sono riuscito da atleta ma ce l'ho fatta da giornalista. Il ricordo dell'Olimpiade di Rio de Janeiro è fortissimo: di sicuro il momento professionale più emozionante in assoluto. Raccontare le avventure del Setterosa e del Settebello è stata un'emozione indescrivibile, così come sono legato alla telecronaca del bronzo mondiale di Kazan del Setterosa, la mia prima nazionale raccontata fino in fondo. Il terzo ricordo è legato a quella fantastica doppia sfida di LEN Eurocup tra Posillipo ed Acquachiara nel 2015: una gioia per gli occhi vedere la Scandone gremita in ogni ordine di posti. Peccato che il nostro movimento non abbia saputo esportare quel meraviglioso spot al di fuori delle mura dell'impianto napoletano".